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Tinte per capelli, una guida all’acquisto!

Una guida sulle tinte per capelli disponibili in commercio, e qualche consiglio per individuare quella migliore!

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Le tinte per capelli sono degli elementi che permettono di donare ai nostri capelli un certo tipo di colore, che può essere diverso da quello conferitogli dalla melanina (si pensi a una donna bruna che desidera sperimentare un castano) o può essere ripristinante il colore ex ante lo “sbiancamento” dovuto all’età. In ogni caso, in commercio esistono numerosissime tipologie di tinture per capelli: da quelle vegetali a quelle metalliche, da quelle permanenti a quelle temporanee, di stricarsi all’interno del mondo delle tinture per capelli non è sempre facile. Niente ci vieta, tuttavia, di poter tracciare una piccola guida alla scelta della miglior tinta!

Tinte per capelli, dalle permanenti alle temporanee

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Una prima distinzione utile delle tinte per capelli è effettuabile sulla base della loro “durata” sulla nostra chioma. In linea di massima è possibile distinguere quattro diverse tinture:

  • Tinte permanenti: sono le tinte con una maggiore longevità sul nostro capello. La loro durata è superiore ai 2-3 mesi.

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  • Tinte semi permanenti: sono delle tinte intermedie tra quelle permanenti e quelle temporanee, con una durata orientativa che si aggira tra 1 e 2 mesi.

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  • Tinte graduali: è una tecnica preferita da molte donne, che scelgono le tinture graduali per poter sviluppare il colore in modo graduale, evitando dunque un contrasto troppo netto tra la situazione ex ante e ex post.
  • Tinte temporanee: è una tintura soft, la cui durata svanisce entro pochi lavaggi.

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Cosa sono le tinte vegetali

Stabilito che in commercio esistono numerose tinte, distinte a seconda della loro durata, possiamo inoltrarci ulteriormente nel mondo delle tinture partendo da quelle vegetali, così chiamate poiché le loro sostanze applicate alla chioma vengono estratte dalle piante e, di norma, hanno ridotti rischi allergizzanti e irritanti rispetto a quelle metalliche.

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Di contro, i benefit sopra indicati si scontrano con qualche “pecca”: le tinture vegetali sono effettivamente meno aggressive ma, in aggiunta, anche meno in grado di donare al capello un nuovo colore uniforme (sono dunque prevalentemente utilizzate per donare riflessi colorati al proprio tono base). Inoltre, le tinte vegetali hanno uno spettro di colori più limitato rispetto alle altre tinte. Ancora, si tratta di tinte che, come sopra, possiamo catalogare nell’area di quelle “temporanee”, poiché la loro applicazione conferisce legami deboli con il capello, e sono dunque non permanenti.

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Tra le tinte vegetali più note, possiamo indicare certamente la presenza di numerosi prodotti a base di hennè, una sostanza vegetale colorante che può conferire ai capelli naturalmente scuri, una colorazione rosso-ramata (e sui capelli biondi, riflessi color rosso-carota). Un’altra sostanza vegetale particolarmente diffusa è l’azulene, estratto dalla camomilla e in grado di donare dei bei riflessi per capelli biondi o chiari. In commercio trovate altresì delle tinte vegetali all’indaco, estratto dalle piante della famiglia delle indigofere: l’indaco dà una colorazione blu, e viene generalmente utilizzato insieme all’hennè per poter donare alla chioma un tono rosso-brunastro.

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Cosa sono le tinte graduali

L’altro grande ramo delle tinte per capelli è rappresentato dalle tinte graduali, che possono conferire alla chioma un colore desiderato in modo – appunto graduale (per questo motivo, sono di norma necessarie diverse applicazioni). Le tinte per capelli graduali sono composte da sali metallici che formano ossidi metallici, o reagiscono con composti contenenti zolfo, come la cheratina, la cistina, la cisteina. I sali minerali utilizzati sono di norma l’acetato di piombo, i sali di rame, nichel, cobalto, manganese. Attraverso le tinte graduali viene accentuata la colorazione dei capelli scuri, coprendo il colore originario dei capelli.

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Cosa sono le tinte permanenti

Introdotto quanto precede, cerchiamo ora di occuparci delle tinte permanenti, colorazioni estremamente particolari che, per poter conferire un risultato atteso, devono reagire chimicamente con altre sostanze. Tralasciando per un istante gli aspetti tecnico – chimici, le tinte permanenti vengono preferite da quelle donne che desiderano poter disporre di un’ampia gamma di colorazioni e di sfumature, coprendo i capelli bianchi con ottimi livelli di accuratezza. Si tratta inoltre di prodotti particolarmente economici rispetto ai concorrenti, e molto semplici da utilizzare.

Naturalmente, a fronte di così evidenti vantaggi, bisogna purtroppo tollerare anche qualche malus. In primo luogo, è possibile – pur non frequentissimo – che le tinte permanenti possono causare allergie o irritazioni: per questo motivo durante il loro uso è bene seguire con precisione alcune accortezze, come l’evitare l’utilizzo intorno alla zona degli occhi (dunque, mai usare queste tinte per scurire le ciglia o le sopracciglia).

Per quanto attiene gli aspetti più tecnici, le tinte permanenti in commercio sono di norma strutturate in maniera tale da garantire una composizione “mista” in coloranti primari, copulanti, ammoniaca, sostanze tampone (il cui obiettivo è mantenere un pH basico), antiossidante, agenti ossidanti.

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Ancora, sempre in relazione alle tinte permanenti, può essere utile cercare di spingersi un po’ oltre, semplificando il processo attraverso il quale si “forma” il colore permanente. Per arrivare a tale obiettivo è anzitutto necessario miscelare le due parti del kit che viene distribuito nella confezione (una prima parte determinata da coloranti, copulanti, ammoniaca, sostanze tampone e antiossidante, la seconda parte determinata da agenti ossidanti).

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Questa “unione” è in grado di produrre una reazione di ossidazione sull’intermedio primario, che a sua volta determina una specie molecolare reattiva che lega l’intermedio secondario (o copulante), generando quindi una molecola formata da due benzeni legati da un gruppo. Successivamente si forma una seconda ossidazione da cui origina una molecola colorante che ha elevato peso molecolare, che può reagire con altri copulanti, generando composti complessi. Insomma, una serie di reazioni abbastanza complesse, per chi è a digiuno di chimica, che avvengono direttamente sul capello ottenendo la colorazione voluta.

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Ricordiamo infine che una volta che è stata formata la pasta colorante, bisognerà applicarla sul capello lasciandola agire tra i 20 e i 30 minuti, permettendo così la penetrazione degli intermedi nella struttura del capello. Al termine del periodo di applicazione consigliato, si può procedere con il lavaggio del capello attraverso i tensioattivi, per eliminare vari precursori che non hanno invece reagito. Quindi, in ultima istanza, si procede con l’asciugatura e con l’acconciatura.

Insomma, una “avventura” piuttosto intricata, che in commercio è tuttavia proposta in maniera semplificata a beneficio di tutte le donne…

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