Bronde, un colore sul quale val la pena di scommettere!

Tutti i segreti del bronde, un colore sul quale val sicuramente la pena di scommettere tempo e fiducia!

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Se siete alla ricerca di una gradevole idea di colore per il 2015, leggete qua: Vogue ha intervistato Salvo Filetti, notissimo hair designer per Compagnia della Bellezza e L’Oréal Professionnel, ottenendone alcune ghiotte informazioni per approcciare a un nuovo stile e a una nuova interpretazione di questa tonalità.

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A metà tra il brown e il blonde, ricorda Filetti, il bronde “un neologismo, una nuova categoria cromatica sulla cartella colore del parrucchiere internazionale. È quella nuance, sfumatura/effetto luce naturale a metà strada tra il ‘brown’ e il ‘blonde’, un mix tra marrone e biondo combinati ad arte”.

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Una nuance particolarmente in voga, che nonostante non sia certo recentissima, continua a riscuotere particolare successo. Sul perché, Filetti non sembra avere dubbi, considerato che ricorda come tale nuance “materializza e interpreta il desiderio e la gioia di tantissime donne di tutto il mondo, soprattutto delle castane (e quante italiane!) che non vogliono tradire il loro DNA cromatico di donne mediterranee. La loro chioma non avrà quindi riflessi biondi o rossi, ma sarà arricchita di una luce naturale e sfumata! Donne cioè che hanno vissuto sempre il dilemma tra il chiaro e lo scuro. Dell’oscillare insoddisfatto tra riflessi biondi o rossi, alla perenne ricerca del colore perfetto”.

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Non solo. Il bronde è altresì una nuance che può essere facilmente integrata con tutti i tipi di chioma, a patto di mantenere un fondo tinta vicino al naturale. Si tratta altresì di un colore che può adattarsi a qualsiasi età anagrafica, superando pertanto qualsiasi barriera di presunta anzianità.

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Ma come realizzarlo? Anche in questo caso, i consigli dell’esperto possono fungere da ottima guida: “ci si concentra sulla saturazione e sulla pigmentazione del colore di fondo, a volte sbiadito e opaco, per intensificare l’intensità del tono in modo estremamente naturale, con colori ad acqua o tono su tono. Contestualmente si procede con una tecnica specifica di ‘disuniformizzazione’, un ‘sunshine’ dalle pennellate a ‘coda di rondine’ alle radici e ampie su lunghezze e punte. Dopo il risciacquo, con decotti o leggere ‘docce pigmentate’, si ricerca il punto di colore ‘bronde’ esatto” – ricorda ancora Filetti.

Voi che ne pensate?

Fonte: Vogue