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“Addio, sei stato il più grande di tutti”. Bellezza in lutto, se ne il ‘re dello stile’

Il mondo della moda, dello spettacolo e della bellezza internazionale è in lutto per la scomparsa di uno dei suoi protagonisti più conosciuti e influenti. Un professionista che, nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, ha contribuito a trasformare il lavoro del parrucchiere in una vera e propria forma d’arte, conquistando la fiducia di alcune delle donne più famose del pianeta. Dalle principesse alle attrici di Hollywood, passando per cantanti e icone della moda, le sue creazioni hanno segnato intere epoche, diventando spesso tendenze imitate in tutto il mondo.

La notizia della sua morte, avvenuta a Londra all’età di 75 anni, ha provocato grande commozione tra colleghi, amici e personaggi dello spettacolo. Il celebre hairstylist si è spento circondato dall’affetto dei suoi familiari, lasciando un patrimonio professionale costruito attraverso intuizioni innovative e importanti successi imprenditoriali. La sua vita, tuttavia, non è stata legata soltanto al mondo della bellezza: anche le sue relazioni sentimentali hanno attirato l’attenzione della cronaca internazionale, soprattutto per il matrimonio con una donna appartenente, attraverso il suo precedente legame, a una delle famiglie industriali più importanti d’Italia.

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Morto a 75 anni il parrucchiere delle star

Addio a John Frieda, leggendario parrucchiere britannico e fondatore dell’omonimo marchio di prodotti per capelli, diventato famoso in tutto il mondo. La scomparsa è stata annunciata attraverso i canali social del suo storico salone londinese, dove collaboratori e dipendenti hanno voluto ricordarlo non soltanto per le sue straordinarie capacità professionali, ma anche per il rapporto umano che aveva costruito con le persone che lavoravano al suo fianco. Frieda era considerato un autentico punto di riferimento nel settore dell’hairstyling, capace di anticipare le mode e di interpretare la personalità delle sue clienti attraverso tagli e acconciature destinati a diventare iconici.

Nato nel 1951 nel Middlesex, con il nome di Alan Howard Frieda, era cresciuto in una famiglia nella quale il mestiere del parrucchiere veniva tramandato da generazioni. Suo nonno era barbiere, mentre il padre gestiva un salone. Ancora giovanissimo aveva deciso di seguire quella strada, entrando nell’ambiente professionale londinese e iniziando a lavorare presso la prestigiosa House of Leonard. Proprio durante questa esperienza aveva scelto di farsi chiamare John, per distinguersi da un altro parrucchiere che portava il suo stesso nome. Da quel momento era cominciata un’ascesa che lo avrebbe portato a lavorare con alcune delle personalità più importanti del Novecento.

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Tra le sue clienti figuravano la principessa Diana, Jacqueline Kennedy Onassis, Twiggy, Diana Ross, Farrah Fawcett e Joanna Lumley. Nel corso degli anni aveva inoltre lavorato con Madonna, Nicole Kidman, Scarlett Johansson e Gwyneth Paltrow, collaborando anche con prestigiose riviste come British Vogue e Harper’s Bazaar. Uno dei momenti decisivi della sua carriera risale al 1976, quando realizzò per Joanna Lumley il celebre taglio geometrico conosciuto come “Purdey cut”, diventato popolarissimo grazie alla serie televisiva The New Avengers. Nello stesso anno inaugurò il suo primo salone a Londra, in New Cavendish Street, dando inizio a un’attività destinata a espandersi anche negli Stati Uniti.

Il successo professionale si accompagnò presto a quello imprenditoriale. Nel 1988, insieme alla manager americana Gail Federici, Frieda lanciò Frizz-Ease, una linea di prodotti studiata per contrastare l’effetto crespo dei capelli. L’intuizione si rivelò particolarmente fortunata, permettendo al marchio di conquistare un mercato internazionale. Dieci anni più tardi arrivò anche Sheer Blonde, una gamma dedicata ai capelli biondi. La crescita dell’azienda culminò nel 2002, quando il gruppo giapponese Kao acquistò la società di prodotti per capelli per circa 450 milioni di dollari. Frieda mantenne comunque il controllo di cinque saloni tra Londra, New York e Los Angeles, continuando a seguire il settore al quale aveva dedicato tutta la vita.

Accanto alla carriera, anche la sua vita sentimentale è stata caratterizzata da legami importanti. Nel 1977 aveva sposato la cantante scozzese Lulu, dalla quale aveva avuto il figlio Jordan. Il matrimonio si concluse dopo diversi anni, anche in seguito ai cambiamenti professionali che avevano portato Frieda a trasferirsi negli Stati Uniti. Successivamente il parrucchiere aveva incontrato Frances Avery Agnelli, conosciuta anche come Avery Agnelli, vedova di Giovanni Alberto Agnelli, detto Giovannino, figlio di Umberto Agnelli e considerato per lungo tempo il possibile erede alla guida dell’impero Fiat.

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Giovannino Agnelli era morto nel 1997, a soli 33 anni, a causa di una grave malattia, lasciando la moglie Avery e la loro figlia Asia. La sua scomparsa aveva profondamente colpito la famiglia Agnelli e il mondo industriale italiano. Anni dopo, Avery aveva ritrovato l’amore accanto a John Frieda, conosciuto nel 2002 e sposato nel 2019. Dalla loro relazione erano nati due figli, Jackson e Leyla, mentre Frieda aveva accolto nella propria famiglia anche Asia, instaurando con lei un rapporto particolarmente affettuoso. Un legame che è emerso con forza proprio nelle ore successive alla notizia della sua morte.

È stata infatti Asia Agnelli Lagrange a dedicargli uno dei messaggi più commoventi, condividendo sui social alcune fotografie che li ritraevano insieme. “Sadly my J has passed away. Today we lost the best man to ever exist. I share this because I know he touched the lives of so many”, ha scritto, ricordando quanto fosse importante per lei e per le numerose persone che avevano avuto occasione di conoscerlo. Un tributo al quale si sono aggiunti quelli di colleghi e amici, che hanno sottolineato la generosità, la creatività e la capacità di Frieda di incoraggiare i giovani professionisti.

Particolarmente significativo anche il ricordo di Cetera Lamb, direttrice creativa del salone londinese, che ha descritto Frieda come una figura rivoluzionaria, capace di guidare la propria attività per cinquant’anni e di lasciare un’eredità fatta di passione, talento e visione. La causa della morte non è stata ufficialmente comunicata nell’annuncio diffuso dal salone. La sua scomparsa chiude una lunga stagione della bellezza internazionale, durante la quale Frieda aveva contribuito a cambiare non soltanto le acconciature delle celebrità, ma anche il modo di concepire la cura quotidiana dei capelli.

Soltanto pochi mesi prima della morte, nel giugno 2026, il celebre hairstylist aveva parlato della propria esperienza professionale in occasione del cinquantesimo anniversario della sua attività. Rivolgendosi alle nuove generazioni, aveva spiegato che il valore di un parrucchiere non dovrebbe essere misurato esclusivamente attraverso il successo economico, ma soprattutto dalla capacità di soddisfare le persone che si affidano alle sue mani. Una filosofia che aveva accompagnato tutta la sua carriera e che oggi rappresenta uno degli aspetti più importanti della sua eredità, insieme ai saloni, ai prodotti e ai tagli che hanno contribuito a renderlo una leggenda del settore.

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