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Lifestyle

La collana di Achille Lauro a Sanremo 2026, “Magnifica” per davvero: quanto costa

C’è chi sale sul palco per cantare, chi per condurre e chi, invece, per costruire un immaginario. Alla seconda serata del Festival di Sanremo 2026, ancora una volta, Achille Lauro ha scelto la terza via. Non è una novità per lui. Già nel 2019 aveva trasformato l’Ariston in una galleria di quadri viventi, performance calibrate al millimetro, immagini capaci di sedimentarsi nella memoria collettiva ben oltre la durata della canzone. Questa volta, chiamato al fianco di Carlo Conti come co-conduttore, ha deciso di raccontarsi soprattutto attraverso l’estetica, facendo dello stile il vero linguaggio della serata.

L’ingresso è stato costruito come un’apparizione studiata nei dettagli. Nessun eccesso plateale, nessuna provocazione gridata. Solo linee pure, un candore quasi assoluto, una compostezza che sembrava sospesa tra rigore e teatralità. Il completo total white firmato Dolce & Gabbana ha definito una silhouette essenziale, trasformando il corpo dell’artista in una superficie neutra, una vera e propria “tela”. Ed è proprio su quella “tela” che si è concentrato il punto focale dell’intera costruzione visiva.

Achille Lauro, collana “Magnifica” a Sanremo 2026: quanto vale

Sotto le luci del teatro ha iniziato a brillare il dettaglio destinato a catalizzare l’attenzione: il collier Magnifica firmato Damiani. Non un semplice accessorio, ma un pezzo unico di alta gioielleria appartenente alla collezione Ode all’Italia, ideata per celebrare l’eccellenza artistica del Paese. Il bianco dell’abito ha amplificato la luminosità della pietra centrale, lasciando che fosse il gioiello a raccontare la dimensione più opulenta e simbolica della scelta stilistica.

Il cuore del collier è un’opale bianca cabochon da 59,66 carati, gemma rara e imponente, famosa per i suoi riflessi cangianti che mutano a ogni minimo movimento. Un gioco di luce continuo, quasi magnetico, che ha accompagnato ogni gesto sul palco. Attorno alla pietra principale si sviluppa una montatura sofisticata, un intreccio di diamanti e opali minori che esalta la complessità della lavorazione artigianale e amplifica l’effetto scenico, trasformando il gioiello in un racconto visivo autonomo.

Il nome stesso, Magnifica, racchiude una dichiarazione d’intenti. L’ispirazione guarda a Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, simbolo del Rinascimento fiorentino e mecenate per eccellenza. Non un richiamo casuale, ma un ponte tra arte, storia e contemporaneità, che eleva l’accessorio a manifesto culturale. A completare il look, gli orecchini Mimosa a forma di fiore, sempre firmati Damiani, dal valore di 3.980 euro, un dettaglio più discreto ma perfettamente coerente con l’insieme.

E solo nella seconda metà della serata è emerso anche l’aspetto più sorprendente della scelta. Trattandosi di un esemplare unico di alta gioielleria, il collier non ha un prezzo ufficiale di listino. Tuttavia, considerando la rarità dell’opale centrale da quasi 60 carati e la complessità della montatura, il valore stimato potrebbe aggirarsi intorno ai 300mila euro. Una cifra che non racconta soltanto il lusso, ma la volontà di trasformare una semplice co-conduzione in un atto artistico compiuto, dove moda, storia e spettacolo si fondono fino a diventare un’unica, potente immagine.

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