Caviglie gonfie: scopriamo insieme quali sono le principali cause

Avere le caviglie gonfie rappresenta, oltre che un inestetismo, un problema connesso a svariate patologie, delle quali parleremo in questa sede, cercando di tracciare un profilo dei principali metodi di diagnosi e cura relativa a questa zona del corpo.

Avere le caviglie gonfie rappresenta, oltre che un inestetismo, un problema connesso a svariate patologie, delle quali parleremo in questa sede, cercando di tracciare un profilo dei principali metodi di diagnosi e cura relativa a questa zona del corpo.

Un’articolazione delicata

La caviglia rappresenta il punto di giunzione tra le ossa dell’astragalo e della tibia, appartenenti rispettivamente al piede e alla gamba.

Per la sua natura, essa è particolarmente soggetta alle sollecitazioni, indipendentemente dal tipo di attività che si svolge.

Sulla base di questa premessa, nel momento in cui il soggetto nota di avere una o entrambe le caviglie gonfie, deve fare la seguente valutazione: nel caso in cui l’articolazione sia una sola, la natura del gonfiore può essere traumatica, oppure da un’infiammazione di altro genere.

Qualora invece si noti un ingrossamento articolare bilaterale, allora il problema può dipendere da cause e fattori di natura venosa, reumatica, o sistemica.

Ma andiamo a conoscere nel dettaglio le principali cause che portano al gonfiore di queste articolazioni.

Cause principali

Le caviglie gonfie presentano numerosi fattori scatenanti da tenere in considerazione.

Il primo fra tutti è l’età: infatti l’avanzare degli anni porta a un naturale aumento della dimensione delle caviglie, complici anche difetti di circolazione.

Inoltre le persone in sovrappeso, e tutti coloro che conducono una vita sedentaria, o che implica molte ore passate in piedi, sono più predisposti a questa patologia flogistica.

Una particolare categoria di pazienti sono invece le donne in gravidanza, che nella fase finale di gestazione tendono ad avere caviglie gonfie e doloranti.

Passando invece alle principali patologie connesse al gonfiore delle caviglie, in primo luogo abbiamo la ritenzione idrica, ossia il ristagno dei liquidi nell’organismo, che si possono concentrale nello spazio interstiziale di quest’articolazione.

Le caviglie gonfie possono essere anche sintomo di una trombosi venosa profonda, che solitamente colpisce una sola articolazione, provocando dolore, senso di pesantezza, e ricoprendo la pelle di pigmenti rossi o violacei.

Inoltre, anche nel caso di reazioni allergiche, temperature toppo elevate, oppure infezioni di vario genere, si può riscontrare la comparsa di gonfiore alle caviglie.

Altre patologie che hanno come sintomo le caviglie gonfie sono, nell’ordine:

  • edema;
  • insufficienza renale;
  • insufficienza epatica;
  • infiammazioni e ostruzioni linfonodali;
  • malattie cardio-vascolari.

Altre cause sono infine da ricercare invece negli effetti collaterali di farmaci, specie quelli anti-ipertensione e a base di ormoni.

Come e quando è necessario effettuare una diagnosi

Una volta accertato se la causa della caviglia gonfia è da imputare o meno a un trauma subito, si potrà chiedere al medico curante una visita atta alla prescrizione di esami specifici per un’accurata indagine clinica.

Il più classico dei metodi è quello dei raggi X, con cui si escludono possibili fratture.

Altro metodo è quello dell’ecografia, specialmente indicato nei traumi distorsivi, al fine di individuare rotture o lesioni a carico di capsule e legamenti.

Se la natura del gonfiore non è traumatica, il medico potrà prescrivervi un ecocolordoppler, ossia un esame ecografico che permette di valutare il quadro clinico di vene e arterie, cercando di individuare possibili trombosi venose o varici.

Per quanto riguarda invece la natura cardiovascolare di tale gonfiore, sarà opportuno eseguire un elettrocardiogramma, ossia un monitoraggio del battito cardiaco, atto a valutare lo stato di salute del cuore, e capire se vi sono rischi gravi per la salute connessi alle caviglie gonfie.

Infine, se le caviglie gonfie sono connesse a patologie linfonodali, vi sarà prescritta una linfografia, ossia un esame atto a valutare lo stato di salute dei linfonodi, e a verificare l’eventuale presenza di ostruzioni alloro interno, le quali impediscono di drenare correttamente i fluidi corporei.

Cure e rimedi per ridurre il gonfiore alla caviglia

Una volta eseguite tutte le diagnosi che il medico curante avrà ritenuto opportune, si potrà procedere al trattamento più idoneo al vostro quadro clinico.

Nel caso in cui sia stato diagnosticato un problema di origine cardiaca, vi verranno prescritti farmaci diuretici, che ridurranno l’accumulo di liquidi nel corpo, favorendo il corretto funzionamento del cuore stesso.

Se invece le vostre caviglie gonfie sono causate dalla presenza di vene varicose, si potrà intervenire alla loro rimozione in maniera chirurgica, oppure più semplicemente vi verrà prescritto l’utilizzo di calze elastiche a compressione graduata, che a seconda della dilatazione venosa esercitano una pressione più o meno forte.

La fisioterapia per ridurre il gonfiore alla caviglie

Se invece il gonfiore e l’infiammazione sono di natura traumatica, la fisioterapia vi potrà aiutare a ripristinare il corretto funzionamento dell’articolazione, grazie a specifiche sedute e tecniche di intervento.

In primo luogo si può procedere con un ciclo di efficaci massaggi ad azione linfodrenante, che eliminerà la sensazione di pesantezza delle caviglie.

In seconda istanza è possibile ricorrere anche una procedura di taping, ossia all’applicazione di un nastro che permetterà, mediante il naturale movimento del corpo e degli arti, di ridurre il gonfiore alla caviglia, aiutando le vene a ritornare al loro diametro naturale.

Infine, in alternativa alle azioni di linfodrenaggio, i macchinari moderni possono curare il gonfiore alle caviglie mediante l’impiego di ultrasuoni, una terapia, spesso impiegata a seguito di fratture agli arti.

Rimedi naturali

Per ciò che riguarda infine i rimedi naturali per la riduzione delle caviglie gonfie, in erboristeria sono presenti numerosi integratori a base di sostanze di origine vegetale che fungono da protettori del sistema venoso.

Tra i principi attivi maggiormente presenti all’interno di tali integratori rientrano in primo luogo i flavonoidi, che irrobustiscono le pareti delle vene e dei capillari delle gambe, e riducono in maniera del tutto naturale il gonfiore articolare.