Coronavirus, un parrucchiere in sciopero della fame chiede subito i vaccini per la sua categoria

La guerra contro il Coronavirus purtroppo dopo un anno non accenna a fare un passo indietro; moltissime categorie di lavoratori sono state colpite dall’emergenza sanitaria e dai suoi effetti collaterali. Tornando in zona rossa da qualche settimana, moltissimi saloni sono stati costretti a chiudere nuovamente fino (almeno) ad aprile. Questa situazione sta stancando chi fa parte della categoria e dalla Campania arriva un gigantesco grido di aiuto.

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Coronavirus: parrucchiere entra in sciopero della fame

Carmelo Amente, un parrucchiere campano, ha inviato a Sergio Mattarella, a Mario Draghi, al prefetto di Napoli, a Vincenzo De Luca e alle forze dell’ordine tutte, una lettera a cuore aperto; la protesta del libero professionista arriva direttamente dall’isola di Ischia e queste sono state alcune delle sue parole:

Sarò in sciopero della fame per protesta contro l’ennesimo provvedimento che dichiara la Regione Campania, isole comprese, zona rossa, con tutte le limitazioni che ne conseguono. Subito i vaccini, non possiamo aspettare gli eventi.

carlo amente

Foto: ilcorrierino.it

Carmelo Amente, inoltre, nella lettera specifica che non nega l’esistenza del virus, ma semplicemente pretende un trattamento diverso dagli altri saloni in zona rossa e in Campania poiché a Ischia il numero dei contagi è attualmente molto basso. Tutte le categorie sociali, infatti, dopo un anno di emergenza sanitaria si trovano oggi in gravissime condizioni economiche e sebbene abbiano passato quasi indenni lo scorso 2020, con ulteriori chiusure non potranno rialzarsi, anzi probabilmente potranno solamente chiudere le loro saracinesche per sempre.

La Campania, comunque, potrebbe andare verso la zona arancione; a decretarlo sarà il Ministro della Salute Roberto Speranza dopo aver visto ed esaminato attentamente i dati della Regione e l’andamento dei contagi. In questo modo, comunque, i negozi non di necessità primarie potranno riaprire, fatta eccezioni per bar e ristoranti che dovranno continuare con asporto e delivery.