Diffusosi soprattutto dagli anni Ottanta quale pratica “ribelle”  e anticonformista,  oggi il piercing al capezzolo è ben più di una semplice trasgressione: è una tendenza sempre più affermata, tanto che vip di tutto il mondo hanno sposato questo genere di scelta contribuendo a rendere questo dettaglio di stile ancora più celebre di quanto non sia stato in passato.

Ma quale tipo di metallo bisogna scegliere? Come si gestisce? Quanto costa? Fa davvero male come dice qualcuna?

Che tipo di metallo scegliere

Il materiale del piercing al capezzolo è evidentemente una opzione particolarmente importante, visto e considerato che occorre puntare su un prodotto igienicamente impeccabile e che, per quanto intuibile, non determini delle reazioni avverse nel proprio organismo.

Si tenga ad esempio conto che un terzo della popolazione italiana soffre di sensibilità o allergia al nichel. Anche per questo motivo, il materiale che si sta preferendo in maniera crescente è il titanio, che non contiene tracce di nichel, così come alcune particolari tipologie di plastica.

Altri materiali che possono essere utilizzati a tal fine sono i materiali organici, come ad esempio il legno o l’osso.

In quanto tempo guarisce?

Una delle domande più comuni da parte di chi si sta avvicinando a questo panorama è: in quanto tempo guarisce il piercing al capezzolo?

Per poter rispondere in maniera compiuta, occorre sottolineare che parliamo di una delle zone più sensibili del corpo umano, con tempi di cicatrizzazione che possono essere di alcuni mesi. Una guarigione completa può verificarsi intorno ai 4-5 mesi dalla sua realizzazione.

Quanto costa il piercing al capezzolo?

Il costo del piercing al capezzolo varia a seconda del tariffario del professionista. Di norma, il piercing effettuato in questa zona richiede inoltre alcune accortezze in più, tanto da far elevare il prezzo ad almeno 50-60 euro negli studi più accreditati.

Rammentiamo con questa occasione quanto sia essenziale rivolgersi a un centro specializzato, dove lavori un professionista che, con la sua esperienza e la sua competenza, possa garantire tutti i migliori standard qualitativi.

Come medicare a casa il piercing al capezzolo?

Una volta effettuato il foro, occorrerà riporre molta attenzione alla cura del piercing al capezzolo da casa, considerato che stiamo parlando a tutti gli effetti di una ferita che va curata fino alla sua completa guarigione.

È per questo motivo che il professionista presso il quale vi farete servire vi ricorderà sicuramente la necessità di tenere la zona sempre pulita, considerato che l’ingresso di eventuali batteri potrebbe innescare una brutta infezione.

Di norma non è necessario utilizzare prodotti particolari: sarà infatti sufficiente disinfettare accuratamente con una soluzione ad hoc la zona, e asciugare con un panno pulito. Evidentemente, bisognerà anche evitare troppi sfregamenti e indossare biancheria sempre pulita.

Fa male?

La prima domanda che ci si pone nel momento in cui si valuta l’operazione di piercing al capezzolo è se faccia male o meno.

D’altronde, è facile sentirsi smarriti o impauriti: alcuni parlano del capezzolo come la zona più dolorosa in cui farsi il piercing. Effettivamente, come abbiamo già rammentato, si tratta di un’area molto sensibile, ma è anche vero che l’operazione è talmente rapida che il dolore dura molto poco. Inoltre, così come avviene per gli altri piercing e per i tatuaggi, ciascuno di noi ha una soglia di dolore diversa, che dunque non può essere “preventivata” in maniera identica per tutti.

Il piercing al capezzolo e l’allattamento

Come intuibile, è raccomandabile non sottoporsi al piercing al capezzolo durante la gravidanza o se si sta pianificando una gravidanza. Abbiamo già sottolineato come i tempi per la guarigione siano piuttosto lunghi, e questo potrebbe creare dei problemi durante l’allattamento.

In aggiunta a ciò, il continuo rimuovere il gioiello incastonato sul piercing per ogni poppata potrebbe aumentare il rischio di stress e di infezioni in questa zona. Meglio rinviare  a tempi più opportuni!

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