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Foto @elRoce – Shutterstock

CoronaVirus: lo sfogo di una parrucchiera in zona rossa

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Il CoronaVirus sta mettendo in ginocchio il nostro sistema sanitario, ma purtroppo colpisce duramente anche quello economico e sociale. Dall’inizio di questa delicata situazione, sono molte le aziende che hanno dovuto abbassare per sempre la serranda o che stanno andando avanti con molta fatica. A oggi il Governo ha istituito nuove restrizioni, soprattutto per chi abita in zona rossa o arancione e i proprietari di alcune attività non ci stanno. In questo articolo vi raccontiamo lo sfogo di Ornella Ruspini, la titolare del salone Idea Moda.

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Lo sfogo di Ornella

Idea Moda è un negozio in attività da ben 35 anni, nel piccolo paese di Biandronno nella provincia di Varese. Ornella Ruspini dice:

Siamo aperti ma praticamente senza clienti, visto che ne abbiamo tanti che vengono da fuori comune, insomma oltre al danno la beffa. Era meglio che ci avessero chiuso come a marzo, così forse potevamo ricevere anche noi il ristoro promesso dal Governo, visto che non possiamo ricevere clienti che arrivano da fuori Comune.

Ornella Ruspini

Foto: @lacontessaornella [IG]

Il salone di Ornella è conosciuto in tutta la zona, soprattutto per i servizi offerti e la qualità di questi. Ecco come continua lo sfogo della donna:

A parte il fatto che non riusciamo a capire come mai perché noi parrucchieri possiamo rimanere aperti e i saloni di estetica no, ci troviamo di nuovo di fronte all’ennesimo problema posto dal nuovo decreto – spiega l’imprenditrice – lo spostamento tra comuni esclusivamente per necessità va a penalizzare chi come noi, ma anche come tanti colleghi, ha una clientela che arriva da fuori paese.

Oggi, con l’ultimo decreto di Giuseppe Conte, andare dal parrucchiere è riconosciuta come una necessità, ma purtroppo non è possibile recarsi nel proprio salone di fiducia se questo non è nel proprio comune di residenza o domicilio:

Una grande percentuale di negozi resterà aperto, ma praticamente quasi senza clienti, sarebbe bastato forse applicare poche regole lasciando lo spostamento fra Comuni per i negozi aperti, insomma oltre al danno la beffa. Il problema è che per il 70%, ma quasi per tutti i negozi storici, la clientela difficilmente è del paese pertanto è come essere chiusi ma come me anche tantissimi colleghi che hanno la stessa attività.

E ancora:

A questo punto era meglio chiuderci o almeno si poteva consentire di venire a quei clienti che stanno facendo trattamenti specifici per mantenere i capelli sani e che sono così doppiamente penalizzati.

Siamo d’accordo con ciò che viene lamentato da Ornella e da tanti altri professionisti del settore e ci chiediamo quanto ancora andrà avanti questa delicata situazione. Per il momento il Governo sembra essersi ingolfato, ma come finirà?

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. È laureato in Dams e, nonostante la sua prorompente calvizie, è da sempre appassionato di capelli, tagli e colori.