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Foto: © Gemenacom / Shutterstock

Parrucchiere sfida il cashback di Conte: «Faccio lo sconto se mi pagano in contanti»

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I Dpcm di Giuseppe Conte stanno mettendo a dura prova l’economia del nostro Paese; le restrizioni volute dal Governo per combattere ancora la pandemia da Covid19 prevedono anche la chiusura di alcune attività. In occasione dell’arrivo delle feste – e in particolare del Natale – il nuovo decreto, uscito i primi di dicembre, vuole “premiare” i cittadini che si troveranno a pagare con la carta di credito i propri acquisti. Ma qualcuno si oppone a questa scelta.

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Una parrucchiere sfida Giuseppe Conte

Il programma cashback proposto da Giuseppe Conte e dal suo entourage, prevede un rimborso del 10% sui pagamenti elettronici fino a un massimo di 150 euro. Mentre alcuni cittadini si mostrano entusiasti per questa manovra, i negozianti stessi invece manifestano qualche perplessità; ecco perché Daniela Magnavacca – parrucchiera di Este (provincia di Padova) – ha deciso di opporsi. La sua attività è in ripresa e prima del lockdown di marzo non subiva alcuna perdita, ma oggi la situazione sembra essere decisamente cambiata; ecco le sue dichiarazioni:

Il mese scorso ho incassato 800 euro a fronte di 600 euro di affitto racconta Daniela, a cui mancano 6 anni alla pensione. Sono innamorata del mio lavoro, ma temo di dover chiudere se le cose andranno avanti così. Il governo dovrebbe almeno eliminare le tasse di quest’anno per farci respirare.

Daniela, come molti altri artigiani e imprenditori, ha investito molto denaro per mettere in sicurezza il suo esercizio e adattarsi alle regole anticovid fornite dal Governo, ma da quando quest’ultimo ha anche deciso come i cittadini dovrebbero pagare i servizi fatti nel suo salone, la Magnavacca non ci sta più. La parrucchiera padovana considera questa strategia deleteria per la sua attività e ha deciso di fare una controproposta ai suoi clienti: Daniela farà uno sconto del 20% a tutti quelli che decideranno di pagare in contanti invece che con la carta. Le sue parole:

Il mio obiettivo non è disincentivare l’utilizzo di bancomat e carte di credito, che io stessa utilizzo. Ma far emergere il problema delle spese di commissione, che rischia di penalizzare i piccoli commercianti, già messi in ginocchio dalla crisi. Ogni transazione mi costa quasi un euro e mezzo. È una spesa che dovrei mettere in conto ai clienti ma finora non l’ho mai fatto perché di questi tempi non mi sembra giusto alzare i prezzi. Quindi finora le commissioni le ho sempre pagate di tasca mia.

Daniela sostiene che la sua controproposta è nata dalla rabbia di assistere a un Governo che non ha ancora trovato il modo giusto per tutelare il tessuto economico del nostro Paese. Ecco come ha concluso la parrucchiere la sua intervista per Il Giornale:

Io faccio risparmiare il 20% senza arricchire le banche né lo Stato stesso, che non ci sta tutelando. Anzi in questo modo, con le commissioni a carico e senza gli accordi con le banche su cui possono contare le grandi aziende, noi piccoli esercenti veniamo ulteriormente penalizzati.

E voi che ne pensate?

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Laurea in Economia e commercio, da sempre appassionato di scrittura online e di mondo femminile in particolare: moda, capelli, bellezza.
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