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Parrucchieri e centri estetici: il fatturato cala del 70% a causa del covid

Il settore della bellezza è uno dei più colpiti dall’emergenza sanitaria da Covid-19; parrucchieri e centri estetici si sono dovuti adeguare – così come ristoratori e baristi – alle rigide chiusure imposte dal Governo.  Lo scorso anno, in vista della riapertura, i titolari di queste attività hanno potuto – munendosi di tutti i dispositivi di sicurezza – ricominciare a lavorare, ma oggi a causa di nuove restrizioni, la situazione non sembra essere migliorata.

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Parrucchieri e centri estetici penalizzati dal Covid-19

La pandemia in Italia è iniziata ufficialmente quasi un anno fa e i suoi strascichi si stanno facendo notare sotto diversi punti di vista: il tessuto sociale ne sta risentendo, ma non è di certo l’unico: i divieti di spostamento fuori dal comune hanno avuto sul fatturato delle aziende un impatto difficilissimo da elaborare. Daniele Zucchini – il Presidente di Confartigianato Benessere Marche – ha riferito:

La nostra richiesta è di aprire agli spostamenti fuori Comune per raggiungere il parrucchiere di fiducia, l’estetista o il servizio alla persona. Oggi nei saloni si accede un cliente alla volta solo su appuntamento, non c’è rischio di assembramento. Lavoriamo in totale sicurezza, applicando le regole e i protocolli con la massima diligenza rispettando tutte le misure previste per offrire le migliori garanzie. Il rischio vero semmai è un altro, il dilagare dell’abusivismo: quello sì faciliterebbe la diffusione del virus, oltre a essere strumento di evasione fiscale e di lavoro nero. Le nostre aziende sono un patrimonio imprenditoriale da salvaguardare, un patrimonio fatto di sacrifici, impegno, dedizione, formazione.

Qui l’intervista completa. In effetti, complici la paura del virus stesso, l’impossibilità di muoversi liberamente e – soprattutto – il terrore di salate sanzioni hanno fatto calare a picco il fatturato di diverse aziende. I famosi “ristori” del Governo poi, tardano ad arrivare o, in alcuni estremi casi, non arrivano per niente.

A oggi, dopo quasi un anno di emergenza sanitaria, i titolari di questi esercizi non sanno come faranno a sbarcare il lunario e soprattutto non hanno garanzie sul loro futuro lavorativo. Ci auguriamo, dunque, che il nuovo Governo dia un po’ di speranza alle attività commerciali, non solamente a parole, ma anche con i fatti.

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