tinta-capelli

Foto @YAKOBCHUK VIACHESLAV – Shutterstock

Non c’è una correlazione tra tinte per capelli e cancro. Lo studio

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Da tempo ci si interroga se le tinte per capelli provocano il cancro e nonostante diversi studi affermino una correlazione fra i prodotti usati e l’aumento dei casi, in realtà uno studio di un gruppo di ricercatori americani ha dichiarato il contrario. Il test è stato effettuato su 117.200 donne per ben 36 anni e i risultati sono sbalorditivi.

Leggi anche: Cancro al seno: tinte e trattamenti liscianti ne aumentano il rischio

Lo studio

Il test ha suddiviso le donne scelte fra chi aveva i capelli tinti e chi no e alla fine dell’esperimento non è risultato alcun legame di causa-effetto fra chi usava tinture sulla propria chioma e il rischio di contrarre il cancro. È emerso quindi che le tinte non provocano la malattia, nemmeno quelle che ad uso casalingo! Lo studio è stato pubblicato sul British Medical Journal ed è stato effettuato su più 117mila donne, infermiere del Brigham and Women’s Hospital e Harvard Medical School di Boston. Questa sì che è davvero un’ottima notizia!

Lo scopo

Lo scopo era ovviamente quello di determinare una correlazione fra tinte per capelli e l’insorgenza del cancro: i dubbi sono quindi stati chiariti una volta per tutte, visto che l’abitudine è per altro molto diffusa. Dalle analisi è risultato che non esiste nessun nesso causale fra una e l’altra azione: non c’è maggior rischio, quindi, se si fa uso di questi prodotti.

Dal test è stato possibile verificare che un lieve aumento di probabilità è stato registrato per il tumore alle ovaie e tre tipi diversi di cancro al seno; mentre il linfoma di Hodgkin è sembrato più frequente nelle donne che preferiscono le tinte scure (probabilmente a causa dell’elevata concentrazione di ingredienti all’interno del prodotto). Tuttavia, però, lo scarto non è sembrato sufficientemente incisivo per poter decretare una correlazione fra le due situazioni.

I controlli

C’è anche da ammettere che i controlli in Europa sono differenti e più rigidi rispetto a quelli negli Stati Uniti. In America, infatti, è possibile usare alcuni prodotti che nel nostro continente sono vietati. Di conseguenza, in Italia, il rischio potrebbe essere ancora minore.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laurea in Economia e commercio, da sempre appassionato di scrittura online e di mondo femminile in particolare: moda, capelli, bellezza.