E’ un comportamento molto diffuso, ma non sempre è un vero e proprio disturbo. Parliamo della tricotillomania, ovvero quella tendenza a tirare e strappare i capelli dal cuoio capelluto.

Ma perché questa abitudine interessa così tante persone? E quando è un problema patologico? Come poterlo contrastare?

Cos’è la tricotillomania

Iniziamo con il rammentare che la tricotillomania è un disturbo del comportamento di tipo ossessivo-compulsivo, contraddistinto dall’impulso a tirare i capelli e strapparli dalla propria sede. Anche se si parla di ticotillomania in relazione ai capelli, niente vieta di poter parlare di tale disturbo anche per altri peli del corpo, come quelli della barba, o delle sopracciglia.

Il risultato, alla lunga, è abbastanza evidente: nelle zone in cui si protrae questo dannoso comportamento, appaiono delle chiazze prive di peli.

Le cause del disturbo

Le cause della tricotillomania sono di natura psicologica. Generalmente l’abitudine a strapparsi i capelli è una risposta a uno stato di tensione emotiva che non può trovare sfogo in un modo alternativo.

Dunque, chi soffre di questo problema è generalmente interessato da un senso di tensione crescente, e di eccitamento, seguito poi da un senso di sollievo al compimento dell’atto in questione. Superata la fase di soddisfazione, però, il soggetto prova un forte senso di disagio e di colpa: nonostante sappiano che è un comportamento che non dovrebbero fare, infatti, i pazienti non riescono a fermare questo comportamento, andando incontro alla spiacevole perdita di capelli che, a volte, acuisce lo stesso problema.

Naturalmente, come abbiamo già anticipato nelle righe che precedono, non sempre la tricotillomania assume forme gravi. Anzi, per la maggior parte delle persone si tratta di un problema lieve e facilmente gestibile. Occorre inoltre non confondere questa abitudine con il vizio di toccarsi i capelli, o con la frequente abitudine di “giocare” con questi.

Come contrastarla

Una volta accertata, la tricotillomania deve essere sempre considerata per il significato attribuito dal singolo paziente.

Una prima modalità per contrastare il problema è evidentemente il ricorso alla terapia cognitivo-comportamentale. La terapia psicologica servirà infatti a individuare lo stimolo causale della tricotillomania, aiutando il paziente a riconoscere i pensieri, i sentimenti e i fattori scatenanti associati all’atto di tirarsi i capelli. Con questa terapia si può pertanto incrementare la consapevolezza che il paziente ha del suo problema, e sostituire il suo comportamento con altre reazioni alternative e positive.

Nei casi più gravi per diminuire l’ansia, la depressione e i sintomi ossessivo – compulsivi che accompagnano la tricotillomania, si può procedere con una terapia farmacologica. Nel caso in cui esista una correlazione abbastanza stretta e accertata tra il disagio psicologico che stimola la tricotillomania e l’atto patologico in sé, intervenendo con una terapia farmacologica l’impulso di tirarsi e di strapparsi i capelli dovrebbe cessare.

La star che ne soffre: Arisa

Come abbiamo già rammentato, il problema della tricotillomania sembra interessare molte persone, celebri e meno celebri.

Tra le prime possiamo certamente annoverare Arisa, che ha svelato di soffrire da tanto tempo di questo disturbo in un post di qualche tempo fa su Instagram, a margine della decisione di rasarsi i capelli.

Arisa ha dunque “svelato” questo problema, rendendolo pubblico a tutti i suoi follower, e affermando che tutte le volte che ha scelto di fare tagli cortissimi e quasi rasati, in realtà lo ha fatto principalmente per esigenza, ovvero per evitare di strapparsi i capelli e creare così danni irreversibili alla chioma.

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