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Nuove e vecchie tecniche di decolorazione: come scegliere la più adatta a noi

Dallo shatush al ruffle per vederci un po’ più chiaro e valutare i punti di forza e gli svantaggi delle varie tecniche di decolorazione oggi proposte. Osserviamole più da vicino.

Il Ruffle: una tecnica di decolorazione all’avanguardia.

Il nome ci ricorda vagamente quello del famosissimo cioccolatino di origine belga, ma a differenza della ricetta della nota pralina, questa tecnica di decolorazione è nata dal genio italiano ed è stata presentata e sperimentata qui da noi. Le sue caratteristiche per la verità la accostano molto ai pregi del Bel Paese: è bella, è naturale, è furba!

decolorazione

E’ bella in quanto il risultato sui capelli è molto sofisticato, è infatti una decolorazione non invadente né molto accentuata e subito riconoscibile.

Poi proprio in quanto non istantaneamente percettibile assicura un risultato davvero molto naturale, inoltre è per le ragazze scaltre, per il motivo che ha carattere duraturo, si può infatti ripetere entro ragionevoli limiti grazie al suo abbattimento in gran percentuale dell’effetto ricrescita, ben noto a moltissime donne che le costringe a corse e spese folli in salone pur di conservare un aspetto ordinato.

Con questa tecnica di decolorazione, che schiarisce gradualmente i capelli sulle lunghezze e sulle punte evitando gli stacchi di colore, sfumando in modo non netto i capelli, ed illuminandoli, la durevolezza di quell’aspetto curato sarà moltiplicata.

Ruffle: pratico e veloce anche all’applicazione.

La tecnica prevista per una decolorazione Ruffle, è molto pratica e veloce ed inoltre garantisce la certezza del risultato. Viene applicato il colore su ciocche di capelli poi racchiuse all’interno di strisce ottenute dalla carta stagnola. Mentre si tiene in posa, processo che dura circa 20 minuti, si riesce a monitorizzare semplicemente aprendo la striscia il risultato via via ottenuto, intervenendo con modifiche laddove se ne presenti la necessità.

La gamma di prodotti delicati utilizzati, inoltre mette al sicuro le nostre chiome da possibili danni alla fibra capillare, che con questa tecnica di decolorazione sono notevolmente ridotti.

Un approccio più deciso: lo shatush

Se il balayage e il degradè restano nel solco del Ruffle e di quelle decolorazioni dolci e dall’effetto naturale, che si differenziano più per i modi e metodi d’applicazione che non per il risultato finale visibile alla cliente…

…lo shatush è immediatamente riconoscibile anche per gli occhi poco allenati delle meno esperte.

Se il Ruffle mitigava il problema ricrescita agendo sulla naturalezza di un effetto luce tono su tono che non si discostasse troppo dalla radice, lo shatush punta a rendere attuale proprio quell’effetto cromatico netto.

Lo shatush è infatti una tecnica di decolorazione che agisce sui capelli solo  da metà lunghezza, colorandola di un tono più chiaro rispetto a quello naturale.

I dip dye hair che potremmo definire un’evoluzione dello shatush, sono ottenuti attraverso una decolorazione delle punte ed una successiva colorazione in tonalità molto accese e fluo come il fucsia, il giallo ed il verde intensi, il blu elettrico ed il rosso fuoco.

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